Archiviazioni mensili: Gennaio 2009

Per entrare nella villa bunker al Tuscolano i carabinieri hanno dovuto far intervenire i vigili del fuoco. Tredici persone sono finite in manette, tra cui cinque appartenenti al clan Casamonica.Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Tre milioni di euro di beni sono stati sequestrati. Tra questi due ville intestate ad alcuni prestanome a Guidonia e all’Infernetto, la discoteca «Etò» a Testaccio e il villino blindato in vicolo di Porta Furba.Non solo: quindici fuoriserie sono finite al deposito giudiziario, fra cui una Ferrari e un Suv Bmw X5 dotato di scanner per intercettare polizia e carabinieri. Eppure il proprietario, nel 2007, dichiarava al fisco appena seimila euro.Capo della gang che riforniva di cocaina i luoghi della movida romana è Giuseppe Casamonica, figlio del capostipite Guerino, e i suoi fratelli Massimiliano, Pasquale, Domenico e Giovannina. Erano tutti in contatto con i «cavalli» impegnati nella vendita della polvere bianca.In manette, fra gli altri, anche una coppia di insospettabili dipendenti del consiglio regionale del Lazio: V.L. e L.L. Addetto alla manutenzione lui, impiegata lei durante il giorno, spacciatori di notte. I due non si facevano scrupolo a utilizzare il figlio dodicenne come corriere per il trasporto della coca.«Una vittima: per convincerlo a consegnare la droga – spiega il maggiore Stefano Ranalletta, comandante della compagnia Trastevere – erano arrivati addirittura a minacciarlo».

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(…) «Sviluppiamo degli anticorpi a San Vittore». Non è un modo di dire: «Parlo delle malattie, di quel che entra qua dentro». Il sesto raggio è il «girone dei torturati» del carcere milanese. Sono 474 uomini. E la tortura è il sovraffollamento. «Allora i torturati siamo anche noi», dice un agente riferito alla denuncia dell’altro giorno del giudice Giuseppe Grechi. San Vittore era all’avanguardia, 130 anni fa, quando è stato costruito. Secondo le teorie criminologiche in voga le celle singole scoraggiavano promiscuità e «contagi» delle inclinazioni al delitto. Ora in quelle celle vivono in otto o in nove. L’assegnazione dei nuovi arrivi – anche 30 alcune sere – è un’opera di «geopolitica», ammette l’ispettore: «Per evitare tensioni cerchiamo di mettere insieme detenuti della stessa nazionalità. Se arriva un altro marocchino lo posso mettere con degli algerini, non certo non gli albanesi». Ogni cella ha un odore. Cipolla, caffè. Il cesso alla turca vicino al fornellino da campo usato per mangiare. Molti entrano ed escono, altri, «nuovi», non conoscono le regole. La prima l’igiene: scatena delle vere guerre. Gli italiani sono minoranza, ormai, e stanno buoni. I musulmani hanno una piccola «moschea». Una stanza con un tappeto. Il venerdì va lì a pregare chi ha fatto domanda. A turno. Alle 13 al quarto piano un ragazzo si inginocchia verso La Mecca.

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Sono l’oggetto del desiderio di Inter e Milan, sono Balotelli e Beckham, due che ci sono già ma per motivi diversi non è così certo che restino. Anzi. «Non possiamo trattare un giocatore dei Galaxy – ha dichiarato per l’ennesima volta Adriano Galliani -. O David mette in moto il suo corpo diplomatico e succede qualcosa, o il 9 marzo se ne ritorna negli Stati Uniti. Gli accordi sono accordi e i patti si rispettano». Poi se gli chiedete cosa ne pensa, anche lui conferma che l’inglese è stata una sorpresa, bravo e umile. Lo dice l’Ad del Milan, lo hanno ripetuto i giocatori, e ieri è stata la volta di Andrea Pirlo: «L’inglese? Grande acquisto, spero rimanga». E adesso che il Milan torna all’Olimpico, Beckham sente aria di famiglia, perché lì ha debuttato contro la Roma: dovrebbe riposare per un affaticamento all’adduttore della coscia destra, ma sta convincendo lo staff medico a consegnarlo ad Ancelotti per la sfida contro la Lazio. Resta? In molti ci sperano forte, e Galliani ancora ieri non ha chiuso completamente le porte: «Non resta, a meno che i titolari dei diritti del suo contratto…». I bookie inglesi comunque lo danno per certo: trattativa con i Galaxy già avviata. Nella scorsa settimana il suo addio era l’ipotesi più probabile e si giocava a 1,60, ieri alla stessa quota era pagata la sua conferma. Da qui al 9 marzo manca più di un mese e c’è un inatteso alleato del Milan ed è Fabio Capello.

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La scienza dei simboli vanta origini antichissime e viene utilizzata a fini didattici da tutti i grandi maestri dell’umanità con lo scopo di indicare la via della felicità e della salvezza spirituale e i mezzi per giungere a tale traguardo. Ma come l’uomo e la donna possono avvalersi di questa arte e con quali finalità?A questa e ad altre domande cercherà di dare una riposta la conferenza intitolata «La scienza dei simboli» che si terrà domani alle 17.30 nella sede dell’Associazione Archeosofica prima sezione di Genova in piazza Santa Maria in via Lata 9A. Sarà la prima di un ciclo che si occuperà anche della chiave del Tarocco Egiziano.Si diceva di scienza dei simboli. Il libro dei tarocchi rientra appieno in questa tradizione e indica, infatti, attraverso un sapiente simbolismo, le insidie del viaggio alla scoperta di se stessi, gli strumenti per superarle e andare sempre avanti nella ricerca interiore.Le origini dei Tarocchi – spiegano all’Associazione Archeosofica di Carignano – sono così antiche che si perdono nella notte dei tempi, ma il significato delle figure è rimasto invariato. Nel paese di Mizraim che chiamiamo Egitto, venne scritto dal più grande sapiente dell’epoca di nome Ermete-Thot un libro strano composto di 22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori. In tutto 78 fogli di papiro che più tardi vennero incisi su lame d’oro perché si tramandassero ai posteri. Esso utilizza un linguaggio simbolico che, lungo la spirale dei secoli, ha trasmesso una sintesi di sapienza celata dietro le immagini delle carte.

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