Secondo la giornalista veterana Xiong Lei – che dopo essersi licenziata dall’agenzia di stampa statale Xinhua News, oggi è membro del consiglio della China Society for Human Rights Studies – il libro può essere visto come l’espressione del malcontento del paese per gli attuali squilibri dell’ordine mondiale.’La gente ha certamente il diritto di essere infelice di fronte a queste disuguaglianze’, ha scritto sul China Daily.

‘È anche comprensibile che qualcuno chieda una riforma dell’attuale sistema politico ed economico del nostro villaggio globale’.'Il libro ‘La Cina è infelice’ è valido solo per il suo titolo’, controbatte Song Shinan, un blogger della provincia di Sichuan, dove lo scorso anno un devastante terremoto ha sepolto migliaia di bambini sotto le macerie di edifici scolastici mal costruiti.

Il partito comunista, al potere dal 1949, deve affrontare lo sconforto popolare per la corruzione diffusa, la disparità di reddito e il suo fallimento l’anno scorso nell’impedire la morte dei bambini nel terremoto di Sichuan, oltre alla scandalosa propaganda della formula del latte contaminato che ha avvelenato oltre 300mila bebè.Il 1 ottobre ricorrerà il 60esimo anniversario dalla fondazione della Cina comunista, mentre il 4 giugno sarà il 20esimo anniversario delle manifestazioni studentesche di Piazza Tienanmen, e della violenta repressione del governo.

La tesi del libro è che le proteste che hanno guastato le Olimpiadi di Pechino l’anno scorso testimoniano il persistente odio del mondo esterno verso la Cina, mentre i ‘fantasmi’ stranieri dietro agli scontri nella capitale tibetana Lhasa del marzo 2008 dimostrano quanto il paese sia ’strategicamente accerchiato dal mondo occidentale’.Liu Yang, uno degli autori, sostiene che la Cina ‘non deve lasciare che gli Usa sequestrino il mondo’, e rimprovera i riformatori cinesi per aver ’seguito ciecamente il modello americano’ invece di perseguire la via cinese.

Fonte:
http://ipsnotizie.it/nota.php?idnews=1430

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