Qualcuno sembra non volere un giudice a Parma&
Nelle ultime settimane polemiche strumentali e interrogazioni parlamentari hanno cercato di delegittimare e indebolire l’autorità giudiziaria di Parma e in particolare la Procura e il suo Capo: nel tentare di distrarre l’attenzione dalle gravi inchieste ancora in corso, si è arrivati a ipotizzare gravi situazioni di incompatibilità personale del tutto infondate, come i comunicati stampa che riporto al termine di questo post spiegano e testimoniano.
Il procedimento penale riguarda i fatti posti in essere dalle persone e non le persone medesime o le loro appartenenze politiche; dopo di che anche un bambino capisce che normalmente la corruzione si insinua e si espande tra coloro che detengono il potere e non si preoccupa certo di che colore siano le bandiere o le idee.
Ecco perché è importante che anche i Pubblici Ministeri restino indipendenti: perché la forza di affermazione della legalità e del principio di uguaglianza della legge si nutre in concreto anzitutto della capacità di accertamento dei fenomeni corruttivi e criminali da parte delle Procure, che non devono avere alcun programma o criterio politico ma solo l’obiettivo di far rispettare la legge, per tutti e da tutti.
Auspicano che le legittime critiche che in un ordinamento democratico possono essere formulate anche nei confronti dei provvedimenti giurisdizionali non degenerino nella sistematica e gratuita denigrazione dei magistrati di volta in volta chiamati ad occuparsi di vicende delicate e complesse, che potranno essere chiarite non con il clamore di impropri processi mediatici, ma con gli strumenti previsti dal codice di procedura penale e nel rispetto di tutte le garanzie previste dalla legge a tutela di chiunque si trovi ad essere sottoposto ad un’indagine penale.
Fonte:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/04/chi-vuole-un-giudice-a-parma/168408/