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“L’Italia è un Paese in cui il cristianesimo è la sua stessa storia, lo sappiamo da sempre”, ha risposto Berlusconi a un parroco che regalandogli un crocifisso ha detto: “Questo crocifisso viene da Gerusalemme, vorrei che lo portasse alla Corte europea”.

Parlando alla Vita in diretta su RaiUno, Berlusconi ha poi aggiunto: “Io mi ero battuto già in sede di formazione della nuova Costituzione europea per il riconoscimento delle radici giudaico-cristiande europee.

La sentenza “fa dubitare del buonsenso di questa Europa”, specifica Berlusconi, che annuncia che il governo “non ha ancora fatto ricorso perché non c’è stato ancora un Cdm”, conclude il premier specificando che la questione verrà affrontata venerdì mattina in Cdm.

La Corte europea ha stabilito ieri che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce “una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e del diritto degli alunni della libertà di religione”.

Fonte:

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE5A30FV20091104

Secondo la giornalista veterana Xiong Lei – che dopo essersi licenziata dall’agenzia di stampa statale Xinhua News, oggi è membro del consiglio della China Society for Human Rights Studies – il libro può essere visto come l’espressione del malcontento del paese per gli attuali squilibri dell’ordine mondiale.’La gente ha certamente il diritto di essere infelice di fronte a queste disuguaglianze’, ha scritto sul China Daily.

‘È anche comprensibile che qualcuno chieda una riforma dell’attuale sistema politico ed economico del nostro villaggio globale’.'Il libro ‘La Cina è infelice’ è valido solo per il suo titolo’, controbatte Song Shinan, un blogger della provincia di Sichuan, dove lo scorso anno un devastante terremoto ha sepolto migliaia di bambini sotto le macerie di edifici scolastici mal costruiti.

Il partito comunista, al potere dal 1949, deve affrontare lo sconforto popolare per la corruzione diffusa, la disparità di reddito e il suo fallimento l’anno scorso nell’impedire la morte dei bambini nel terremoto di Sichuan, oltre alla scandalosa propaganda della formula del latte contaminato che ha avvelenato oltre 300mila bebè.Il 1 ottobre ricorrerà il 60esimo anniversario dalla fondazione della Cina comunista, mentre il 4 giugno sarà il 20esimo anniversario delle manifestazioni studentesche di Piazza Tienanmen, e della violenta repressione del governo.

La tesi del libro è che le proteste che hanno guastato le Olimpiadi di Pechino l’anno scorso testimoniano il persistente odio del mondo esterno verso la Cina, mentre i ‘fantasmi’ stranieri dietro agli scontri nella capitale tibetana Lhasa del marzo 2008 dimostrano quanto il paese sia ’strategicamente accerchiato dal mondo occidentale’.Liu Yang, uno degli autori, sostiene che la Cina ‘non deve lasciare che gli Usa sequestrino il mondo’, e rimprovera i riformatori cinesi per aver ’seguito ciecamente il modello americano’ invece di perseguire la via cinese.

Fonte:
http://ipsnotizie.it/nota.php?idnews=1430

Nella Sanremo dei centodue anni che festeggia le Cento edizioni i numeri hanno il loro significato. Quindi sette le Sanremo corse. Sette anni dall’ultima partecipazione. Sette Tour vinti, sette vite come i gatti, anche se per Lance Armstrong questa Sanremo altro non è che lo spartiacque tra un prima e un dopo. Tra il primo Armstrong e quello che oggi si rituffa nel ciclismo che conta.Sette per te, che non è solo un gioco di parole, ma fa pur sempre 21, come il numero che oggi porterà sulla maglietta. Sette compagni di squadra che lo scorteranno in Riviera, e lui che dovrà sudare le cosiddette sette camicie per verificare la sua condizione, prima del Giro, prima del Tour, prima di fare brutte figure.Per il suo primo incontro con la stampa europea, se si esclude il ritiro di Tenerife, sceglie il Castello Sforzesco: arriva scortato come un capo di stato. «La Sanremo rappresenta un pezzo di storia del ciclismo, sono felice di essere qui perché si respira l’atmosfera delle grandi classiche europee. Sarà anche un’occasione per capire a che punto è la mia condizione. Vincere? Non ha grande importanza di come finirò la gara», dice il texano che si presenta in borghese: jeans, camicia scura, golfino grigio, scarpe da jogging.Per Armstrong sarà la prima corsa europea dopo il Down Under, in Australia, e il Giro di California. «Mi sono dimenticato dell’atmosfera che si respira in Europa. Come del resto è stato in Australia, dove non conoscevo il 50% dei corridori.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=337865

Una puntata da non perdere, quella che l’Infedele ha dedicato all’emergenza razzismo, anche se molti se la sono persa. Forse perché Borghezio è insopportabile e gli hanno dato una mano anche Lupi (Pdl) e l’assessora (all’istruzione!) della Regione Veneto, Elena Donazzan (An), impegnati a difendere l’indifendibile politica del governo contro gli immigrati, che ha già fatto danni e vittime. Sia al Paese che alla «persona umana», come ripetono ipocritamente, riferendosi però solo alle paure indotte nei loro elettori. Perché gli immigrati, regolari o no, sono invasori islamici e la sinistra è complice dell’invasione. Il momento più forte della puntata è stato quando alcuni africani, raccontando le mortificazioni e lo sfruttamento di cui sono vittime, hanno accusato gli italiani di «non essere cristiani». Denuncia che è stata accolta con dolore da monsignor Quici, della Caritas, ma ha mandato in bestia (e ci vuole poco) Borghezio e i soci della parrocchietta berlusconiana, difensori della fede nella tolleranza zero, che poi sarebbe solo intolleranza.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79509