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Il cuore, il carattere e l’orgoglio della Juventus, la squadra che non muore mai, inchiodano l’Inter al pareggio mentre la partita sta finendo (90′) giocando in dieci per l’espulsione di Tiago (75′).Da cento anni si sfidano la Vecchia Signora e la Beneamata.

Pinturicchio non si è mai liberato per l’ispirazione vincente e il tiro a rete, fiacco anche sui calci di punizione.La Juve ha spinto di più sulle fasce con Grygera e Molinaro, ma non ha mai costruito una limpida palla-gol per frenesia, approssimazione e per i fari spenti di Del Piero.

Inutile l’ingresso di Trezeguet (74′ per Marchionni) che non toccava una sola palla utile.A centrocampo, la partita è stata dell’Inter che aveva in zona cinque giocatori per la posizione arretrata di Balotelli sulle estreme e i rientri di Stankovic a dar man forte a Figo, Cambiasso e Muntari.

La testa di Grygera svettava sul corner di Giovinco (90′) e la Juve salvava la serata.Ora la squadra di Ranieri dovrà salvare il secondo posto dall’attacco del Milan (a tre punti con una partita in meno).JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro (63′ De Ceglie); Marchionni (74′ Trezeguet), Tiago, Zanetti, Nedved; Iaquinta, Del Piero (80′ Giovinco).INTER (4-4-1-1): Julio Cesar; Zanetti, Cordoba, Samuel, Chivu; Figo (87′ Cruz), Cambiasso, Muntari(78′ Burdisso), Balotelli (76′ Vieira); Stankovic; Ibrahimovic.ARBITRO: Farina (Novi Ligure).RETI: 64′ Balotelli, 90′ Grygera.SERIE A – 32^ GIORNATA.Genoa-Lazio 0-1, Juventus-Inter 1-1.

Fonte:
http://www.napoli.com/sport/viewarticolo.php?articolo=27433

The women di Diane English scritto da Diane English fotografia di Anastas Nichos montaggio di Tian Nolan con Meg Ryan, Annette Bening, Eva Mendes, Debra Messing, Jada Pinkett Smith, Bette Midler, Candice Bergen

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79788

Non vorrei che la snervante battaglia quotidiana contro il governo mettesse in ombra lo slancio e l’entusiasmo con i quali è nato il Partito Democratico. Non lasciamoci impastoiare dalla politica degli inganni e dei solenni proclami orditi nei meandri di Palazzo Chigi. Combattiamo, ma ritroviamo il cuore e il clima della grande svolta democratica che abbiamo operato nel Paese, chiedendo agli italiani tutti di lavorare assieme per rendere giusta, sicura e fertile la nostra vita civile. Dicevamo che l’Italia, grazie alla sua creatività, ai suoi talenti e alle sue bellezze, merita ben altra sorte, ben altro paesaggio politico. Oggi nel mirino della destra sono gli immigrati, i fannulloni, le prostitute, i gay, i voti in condotta, per distrarci dai veri problemi, per rimuovere il sentimento di frustrazione e di delusione che comincia a minare le già carenti certezze dei cittadini. Cito un passo del discorso che Obama ha tenuto a Springfield (Illinois) il 10 febbraio del 2007. Si adatta perfettamente alla nostra situazione. Riferendosi ai cinici, alle lobby e agli interessi particolari che hanno trasformato il governo in un gioco che esclude la nazione, Obama dice: «Loro staccano gli assegni e voi restate al chiodo con le bollette, loro hanno libero accesso là dove a voi tocca scrivere lettere, loro pensano di essere padroni di questo governo, ma noi oggi siamo qui per riprendercelo. Il tempo di questa politica è scaduto. È il momento di voltare pagina».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79476

Roma – Confermato il trasferimento di De Magistris. Le sezioni unite della
Cassazione hanno dichiarato inammissibili i ricorsi del pm Luigi De
Magistris e del ministero della Giustizia contro la sentenza della
sezione disciplinare del Csm dello scorso gennaio, in cui si
disponeva il trasferimento del procuratore da Catanzaro e il suo
passaggio a funzioni diverse da quelle di pm.
Una nota del Csm spiega che nella riunione di oggi del comitato di presidenza, il presidente della suprema corte di Cassazione,
Vincenzo Carbone, ha prodotto copia della sentenza, depositata
venerdì scorso in cancelleria.

La motivazione della sentenza “Il ricorso presentato da de
Magistris è stato presentato in ritardo”.
Ecco perché le Sezioni unite civili, con la sentenza 19279
dell’11 luglio 2008, hanno respinto il reclamo di De Magistris e
del ministero della Giustizia. De Magistris era stato raggiunto dal
provvedimento disciplinare del Csm per diverse violazioni
durante la conduzione delle inchieste “Why Not”, “Poseidone” e
“Toghe Lucane”.
Anche il ministro della giustizia aveva fatto ricorso contro
la sentenza del Csm per la fuga di notizie e i rapporti con la
stampa che avrebbe avuto De Magistris e che per il Csm non erano
censurabili mentre per il ministero erano condotte da punire. Il
ricorso del ministero è stato anch’esso dichiarato
inammissibile per le stesse motivazioni cioè perchè presentato
ritardo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276050

da Roma«Se non si cambiano le regole questa scuola è destinata al declino. Specie se si continua a destinare oltre il novantasette per cento del bilancio dell’istruzione alle retribuzioni, tralasciando gli investimenti sulla formazione. Purtroppo negli anni la scuola è stata utilizzata come un ammortizzatore sociale. Ma se continuiamo di questo passo imploderà».L’allarme lo lancia il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, commentando al Giornale i dati che emergono da uno studio condotto da Bankitalia e ministero della Pubblica istruzione. Una fotografia che racconta insegnanti insoddisfatti, anziani, poco preparati e desiderosi di cambiare istituto (se non lavoro), in cerca di un innalzamento nelle funzioni e nelle retribuzioni, oltre che un impiego nelle scuole migliori. Dati «oggettivi» secondo il ministro «come oggettivo è che gli insegnanti siano poco pagati, tra i meno pagati in Europa».A finire sotto la lente di ingrandimento della ricerca è innanzitutto l’eccesso di turnover dei professori per cui, si legge, «più di un quinto cambia scuola da un anno all’altro». Un fenomeno non dovuto esclusivamente agli incarichi dei «precari» ma che coinvolge «anche un terzo dei docenti di ruolo».Un turbillon che ha come effetto immediato la mancanza di continuità didattica con gravi ripercussioni sul percorso di crescita e apprendimento degli studenti. Un fatto grave perché, sottolinea il documento, «la quotidiana azione dei docenti rappresenta la principale determinante, assieme alle caratteristiche innate e al contesto socio-economico, degli apprendimenti degli studenti».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275905

La stagione estiva di Villa d’Este si apre quest’anno con una mostra dedicata al Ritratto barocco. Fino al 2 novembre 2008 la splendida villa tiburtina ospita 37 dipinti del Seicento e Settecento, provenienti da raccolte private italiane e straniere, raffiguranti papi, cardinali, principi e altre figure di spicco dell’età barocca. La mostra, curata da Francesco Petrucci, ci fa conoscere opere rappresentative di grandi ritrattisti attivi a Roma come Anton Van Dyck, Pompeo Batoni, Nicolas Régnier, Ferdinand Voet, il Baciccio, il Guercino e tanti altri. L’intento è stato quello di riportare la pittura all’interno di sale concepite sicuramente per accogliere una quadreria. L’apparato decorativo di Villa d’Este, ormai perduto, doveva avere, in effetti, anche una serie di ritratti di personaggi illustri dell’epoca. Dipinti che trasmettono con il loro fasto l’idea di una condizione sociale altissima, di una vera e propria casta. Sono ritratti che non esprimono stati d’animo, ma uno status sociale. Sono, come scrive Petrucci, «ritratti monumento, che devono eternare i personaggi in posa, destando ammirazione e nel contempo soggezione». Grande importanza viene data ai dettagli delle stoffe ricche, dei gioielli e dell’arredo. Il ritratto di Isabella Farnese, principessa d’Este, del francese Régnier, colpisce per la raffinata preziosità del vestito con intarsi di madreperla. Il ritratto di papa Clemente XIII, capolavoro di Anton Raphael Mengs (Spoleto, collezione privata), esposto per la prima volta in Italia, sembra fatto quasi esclusivamente di oro e porpora. <br><br><small>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275825 </small>

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