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Si tratta di un musicista di 37 anni, Ferdinando Lettieri, che aveva patologie pregresse,

Mostra “lievi segni di miglioramento”, stamani, il bimbo di 3 mesi ricoverato all’ospedale San Gerardo di Monza per complicazioni polmonari e infezione da virus H1N1.

Il capo della Protezione civile Bertolaso ha ordinato 24 milioni di dosi di vaccino antipandemico.

La Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha stabilito che la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce “una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”.

Fonte:

http://www.rainews24.rai.it/it/tag.php?id=1071

«Berlusconi vuole mettere in pratica le idee di Falcone? Non erano queste, e mi pare un’operazione molto scorretta quella di far parlare i morti, specialmente a distanza di così tanti anni». Abruzzese trapiantato a Palermo, magistrato in pensione, ex deputato europeo ed alla Camera con Rifondazione Comunista, Peppino Di Lello, 62 anni, che lavorò a fianco di Giovanni Falcone nello storico pool antimafia dell’ufficio istruzione di Palermo, è rimasto «molto perplesso» ascoltando le parole del premier. Perchè, Di Lello? «Non è la prima volta che gli esponenti del Pdl tirano per la giacchetta la memoria di Falcone in materia di giustizia. Lo ha fatto recentemente anche Gasparri. Adesso a parlare è direttamente il premier. Mi sembra molto scorretto dare voce ai morti». Ma Falcone era a favore della separazione delle carriere? «Falcone parlava in un Paese in cui era impensabile che un imprenditore televisivo ed editoriale di queste dimensioni andasse a fare il presidente del consiglio, protagonista di un conflitto di interessi senza precedenti, senza rispettare le sentenze della corte europea, colpito dalla prescrizione per il reato di corruzione della Guardia di Finanza». E poi?«E poi bisogna storicizzare e contestualizzare quelle parole. Falcone parlava di separazione delle carriere in un contesto europeo, auspicava una separazione dei ruoli tra pm e giudici per difendere meglio il principio dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78258

Tra distanze e promesse di cooperazione, nel campo di via Candoni alla Magliana, e poi a Palazzo Chigi nel cuore del centro storico va in onda la visita in Italia del presidente della Romania, Traian Basescu. Che proprio sui rom ammette la sconfitta del tentativo di integrarli anche in Romania, chiedendo all’Italia di lavorarci su insieme. Mentre Alemanno e Berlusconi non alimentano sul punto polemiche, ci pensa Fabio Sabbatani Schiuma a farlo. «Noi facciamo una grande differenza tra romeni e rom – commenta l’esponente della Destra – e sappiamo che questi ultimi sono un problema anche lì nel loro Paese: siccome però sono cittadini romeni, invitiamo il presidente Basescu a fare di tutto per riportarseli a casa». Insomma, la proposta di cooperazione sui rom di nazionalità romena lanciata da Basescu non è raccolta da Schiuma. «Qui la gente non li vuole – insiste l’ex consigliere comunale – perché di fatto rubano, delinquono, maltrattano donne e bambini e non rispettano le nostre leggi». Ma parlando di comunità romena, Schiuma è molto più conciliante. «È la comunità più numerosa in Italia, costituita da persone oneste, spesso badanti e operai edili. E non ha nulla da temere, perché deve essere chiara per tutti la differenza con i rom». L’esponente della Destra conclude con l’invito al sindaco a «ripensare la cosiddetta scolarizzazione dei bambini rom: così com’è non funziona e risulta solo uno sperpero di denaro pubblico.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280228

E poi si lamentano pure, seduti al ristorante, se nel risotto ci finisce per errore un innocuo moscerino. Ma davanti a un «riso basmati al curry insaporito con grilli neri croccanti e tarme fresche della farina» la folla di affamati avventori non si tira indietro affatto, anzi. Piatti ripuliti in un battito di ciglia, ma in questo caso sarebbe più corretto d’ali. Come quelle delle cavallette prima di essere immerse nel caramello e sistemate con cura coreografica dallo chef su fette di anguria e di melone. Sarà la mania del biologico, sarà la crisi, il fatto è che nemmeno i bruchi ora possono stare in pace.
Eccomi qua. Sabato sera ho partecipato a una serata «speciale» al museo di Scienze Naturali di Bergamo, che per la cronaca è intitolato al fondatore Enrico Caffi «insigne naturalista geologo illustratore delle nostre fonti che con l’integrità dei costumi e l’eminenza dell’ingegno onorò il sacerdozio la scuola la terra natale», recita una targa. Chissà se lui, novant’anni fa, ha mai provato il sapore di un baco da seta ben cotto. Io, sì. Dunque, se non sei pratico, al momento dell’antipasto senti salire un formicolio che ti toglie l’appetito. Appunto. «Ma sbagli», suggerisce un anonimo pasdaran dell’alimentazione come Madre natura ci ha fatti. «Colpa della società moderna, che attribuisce a insetti e vermi un significato totalmente negativo: considerandoli sporchi, insalubri, pericolosi e nocivi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275871